L’olio d’oliva sardo sta guadagnando punti su punti nelle preferenze dei buongustai e nei giudizi degli esperti. L’olio sardo dei fratelli Pinna, ad esempio, prodotto nelle campagne di Sassari, è giudicato un grande extravergine, per le sue qualità di delicatezza e insieme di sapidità. Anche la produzione dell’ultima annata – leggiamo in un rapporto di prova effettuato a Milano il 6 marzo scorso – ha dato un valore di acidità, espressa come acido oleico, di livello bassissimo: 0.2%. L’azienda storica della famiglia Pinna comprende, oltre a 30 ettari di oliveto, 20 ettari di colture orticole, in particolare carciofi e asparagi, commercializzati interi sott’olio oppure in delicati patés. La produzione di olio proviene da monocultivar di centenari alberi di bosana, coltivati con metodo naturale, in terreni argillosi, soleggiati e dolcemente collinari, non molto distanti dal mare. La molitura a freddo delle olive avviene nel frantoio di proprietà, a poche ore dalla raccolta. Premiato in diversi concorsi nazionali, l’olio dei fratelli Pinna, da pochi anni sul mercato, si è già imposto all’attenzione generale per i gradevoli sentori erbacei e un retrogusto classico di carciofo. La sua delicatezza lo rende particolarmente adatto per condire insalate e pesce. Le analisi cui l’olio Pinna viene costantemente sottoposto confermano anche la sua stabilità nel tempo: conserva più a lungo di altri quei componenti che rendono l’olio extravergine d’oliva la principale fonte di antiossidanti e di grassi monoinsaturi, quelli che aiutano a mantenere alto il livello di colesterolo “buono” Hdl nel sangue.

Fonte: Italia a Tavola